Vergine con bambinodi Padre João Batista de Almeida Prado Ferraz Costa

L'articolo è stato pubblicato sul sito della Associação Civil Santa Maria das Vitórias, di Anápolis, Brasile, che gestisce la Cappella Santa Maria das Vitorias, dove si celebra la Santa Messa tradizionale.

Confesso che sono rimasto perplesso [...] nel leggere questa frase: “Non esiste un Dio cattolico” [frase detta dal Papa nella famosa intervista di Eugenio Scalfari, ndr]

 di Cristiana de Magistris

Nel 325 il Concilio di Nicea definì la consustanzialità (homooùsion) del Padre e del Figlio, ossia decretò che il Padre e il Figlio hanno la medesima natura divina. Il termine homooùsion era dottrinalmente perfetto per indicare la consustanzialità del Padre e del Figlio e confutare l’eresia ariana, secondo cui il Padre, ingenerato, non poteva condividere con altri la propria ousìa, cioè la propria sostanza divina.

 di Daniele Casi

 “Sentiremo, prima o poi, un Cardinale, un Vescovo, un Teologo di vaglia, financo un Diacono permanente, dire una parola di fronte a questo fiume di parole?”. La domanda è corsa tante volte, in questi mesi, nei dialoghi con altrettanti amici 'cattolici perplessi' rispetto alla marea montante delle dichiarazioni quotidiane del Santo Padre che, pur non essendo, come recentemente ha precisato il suo Portavoce, “atti di Magistero”, sono diventate, nella massmediatica agorà contemporanea, quasi più paradigmatiche del Decalogo.

Roberto Grossatestadi Cristiana de Magistris

Il nome del vescovo inglese Roberto Grossatesta  (1175-1253) è quasi del tutto sconosciuto al mondo italiano. Ai pochi che ne hanno qualche erudizione è noto per il suo genio in campo scientifico dove le sue opere sono considerate di pregio inestimabile tanto da avergli meritato il titolo di “pioniere” di un movimento scientifico e letterario, nonché di “primo” matematico e fisico del suo tempo.

Veniamo da anni di retorica sul Battesimo, dimenticando il cuore del Battesimo.
Mai come in questi anni di Post-Concilio si è parlato tanto del Battesimo, del fatto che tutto nasce dal Battesimo, che il cristiano è generato dal Battesimo, che dal Battesimo nasce la vocazione del cristiano a vivere nella Chiesa e nel mondo il suo ruolo laicale... si sono spesi fiumi di inchiostro e conferenze su conferenze, corsi di catechesi e di aggiornamento del clero per ridare valore al Battesimo, da cui i laici ricevono il pieno mandato ad essere protagonisti, in una Chiesa sempre meno incentrata sul prete.

di Roberto de Mattei

Nel mondo squilibrato in cui viviamo molti errori di comportamento nascono dalla confusione delle idee e dei concetti. Uno dei principali equivoci riguarda il rapporto tra il fine e i mezzi degli atti umani. Abbiamo avuto modo di spiegare perché, per un cattolico, il fine, per quanto buono non giustifica mai l’uso di mezzi illeciti per raggiungerlo (Corrispondenza romana).

di don Mauro Tranquillo

Amare è volere il bene dell’altro, odiare è non volerlo. Per qualsiasi cristiano, amare è volere per l’altro il bene supremo, che è Dio stesso; quello stesso bene che Dio vuole comunicare a ogni uomo, tramite la redenzione operata da Gesù Cristo.

 di Marco Bongi

Domandina facile facile... Supponiamo, ed è comunque tutto da dimostrare, che ogni esternazione dell'attuale "Vescovo di Roma" fosse dottrinalmente corretta ed assolutamente ortodossa: "Chi sono io per..." "Chi non cerca Dio si salva se segue la sua coscienza" per gli omosessuali e i divorziati ci vuole più tenerezza e misericordia ecc., e che ogni fraintendimento  fosse dovuto unicamente alla cattiva interpretazione dei mass-media.

 di Daniele Casi

Andare avanti! È questo l'imperativo che il circo mediatico pare aver recepito con maggior chiarezza in questo primo semestre di Ministero Petrino del nuovo Vescovo di Roma. Frasi come “Chi non cammina, alla fine va indietro”, “Abbiate il coraggio di andare controcorrente” ed altre ancora, sono state assunte come parole chiave di un'azione pastorale, ancora in gran parte da scoprire, che non trova commentatore che non manchi di sottolinearne la positività.

  di don Mauro Tranquillo

La lettera di Papa Francesco ad Eugenio  Scalfari, fondatore del quotidiano "La Repubblica", non è certo un atto di Magistero, e in questo potranno concordare anche coloro che sono soliti rimporverarci su questo punto. È quindi senz’altro possibile discuterla alla luce del Magistero, quello sempre vivo perché interprete e vicario delle parole del Cristo, pronunciate duemila anni fa. Il Magistero, quello vero, non si distingue in vivente o passato: un atto di qualsiasi epoca è sempre vivo e attuale, essendo solo la conferma per noi di quanto detto o non detto da Gesù e dagli Apostoli.