copertina dell'esortazionedi don Matthias Gaudron

L’8 aprile scorso è stata pubblicata l’esortazione post sinodale tanto attesa di Papa Francesco. In questa lettera, il Papa non ha accordato né un permesso generale per dare la comunione ai divorziati né ha lasciato alle conferenze episcopali il potere di dare delle esenzioni. Ha anche ripreso i termini dell’ultimo sinodo dei vescovi, dicendo che “non vi è alcun fondamento per assimilare o stabilire delle analogie, spesso lontane, tra le unioni omosessuali e la volontà di Dio sul matrimonio e la famiglia” (n 251). Infine, si è pronunciato in maniera chiara contro la teoria del gender, denunciata come un’ideologia contro l’ordine della creazione (cfr. n 56). Per tutti questi motivi, Papa Francesco ha deluso molte persone tra coloro che sono cattolici solo sulla carta e negli ambienti liberali.

di don Mauro Tranquillo

  • Natura del documento

L’esortazione post-sinodale testé pubblicata da Papa Bergoglio non va considerata, per sua stessa ammissione, un atto paragonabile al Magistero cattolico, né supremo né “ordinario”. La ragione non sta solamente nella generale assenza di queste caratteristiche (che è presunta in tutti gli atti conciliari e postconciliari), ma in quanto il documento dice di se stesso, al di là di ogni più o meno discutibile catalogazione dei livelli di esercizio del Magistero.

In un'intervista del 9 marzo scorso, Mons. Bernard Tissier de Mallerais, vescovo ausiliario della Fraternità San Pio X, ritorna con fermezza sul video del Papa del 6 gennaio e manifesta la sua indignazione.

di don Mauro Tranquillo

Negli ultimi giorni Papa Bergoglio ci ha regalato un paio di eclatanti interventi contro il concetto stesso di religione rivelata (dire contro la religione cattolica sarebbe ancora riduttivo), esattamente come ci dice san Paolo ai Tessalonicesi: il figlio della perdizione è definito qui adversatur et extollitur supra omne quod dicitur Deus, aut quod colitur: colui che è contrario e s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato Dio e che è adorato.

di don Pierpaolo Petrucci

 La Chiesa ha chiaramente definito nel suo magistero perenne la dottrina cattolica sulla salvezza delle anime. Uno stravolgimento, invece, avviene durante il Concilio Vaticano II, dove si verifica una svolta radicale sulla Chiesa ed il suo ruolo di evangelizzazione.

La nuova base dottrinale su cui tali cambiamenti si fondano si può riassumere in una parola: ecumenismo.

Briciole di verità... per conservare la fede!

dal "Catechismo della crisi nella Chiesa"

La Sacra Scrittura insegna che Gesù Cristo è «l’unico mediatore tra Dio e gli uomini» (1Tm 2,5), l’unico ambasciatore gradito a Dio, «così da poter  intercedere in loro favore» (Eb 7,25). «Chi è il mentitore, se non chi nega che Gesù è il Cristo? Colui che nega il Padre e il Figlio è l’anticristo. Chiunque nega il Figlio, non ha neanche il Padre» (1Gv 2,22-23).

Riprendiamo dal sito Riscossa Cristiana la risposta di Alessandro Gnocchi ad un lettore sulla situazione attuale nella Chiesa. Buona lettura.

 

L’ultima immagine del video mostra quattro mani non con una croce ma con un Gesù Bambino, un Budda, una menorah ebraica e un Tasbih (sorta di “rosario” musulmano…)

 

di Roberto de Mattei

 Il caso di papa Onorio è uno dei più controversi della storia della Chiesa. Come giustamente osserva lo storico della Chiesa Emile Amann, nella ampia voce che dedica allaQuestion d’Onoriusnel Dictionnaire de Théologie Catholique (vol. VII, coll. 96-132), il problema deve essere trattato in maniera spassionata e con la serena imparzialità che la storia deve agli atti del passato (col. 96).

mons pontierdi don Gabriele D'Avino

Un distinto gentiluomo in giacca e maglione (si tratta di mons. Georges Pontier, Arcivescovo di Marsiglia e Presidente della Conferenza Episcopale Francese) si è sentito in dovere, il 4 dicembre scorso, di pubblicare una dichiarazione a nome dell’episcopato gallico sulla celebre legge del 1905 relativa alla separazione tra la Chiesa e lo Stato in Francia, legge di cui ricorre il 110° anniversario in questi giorni. Nessuno, ma proprio nessuno glielo aveva chiesto né sollecitato.