Nella sua allocuzione alla sinagoga, Benedetto XVI ha insistito su ciò che, secondo lui, unisce il giudaismo e il cattolicesimo, invitando i cattolici, come aveva fatto Giovanni Paolo II, a «vivere una autentica fraternità con il popolo dell’Alleanza» e affermando che «Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l'uno all'altro».

Da dopo il concilio certe affermazioni creano confusione circa l’Antica e la Nuova Alleanza. Nella preghiera del Venerdì Santo della nuova liturgia si prega perché gli ebrei rimangano fedeli all’alleanza. Nel caso di S. Paolo, dice il Papa Benedetto XVI, alcuni preferiscono in realtà "non usare il termine conversione, perché - dicono - egli era già credente, anzi ebreo fervente, e perciò non passò dalla non-fede alla fede, dagli idoli a Dio, né dovette abbandonare la fede ebraica per aderire a Cristo” (1).

Qual è la dottrina cattolica?

Un giudizio di Mons. de Galarreta sui colloqui dottrinali
DICI 6 gennaio 2010

Alla fine dell’omelia che ha pronunciato lo scorso 19 dicembre nel seminario di La Reja (Argentina), in occasione delle ordinazioni sacerdotali, Mons. Alfonso de Galarreta ha espresso alcuni apprezzamenti e dato alcune informazioni sui colloqui dottrinali che hanno avuto inizio lo scorso ottobre tra Roma e la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Questo giudizio, espresso da chi è a capo della delegazione di teologi della Fraternità San Pio X è particolarmente interessante.

Comunicato della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, 26.10.2009

Lunedì 26 ottobre 2009 si è tenuto nel Palazzo del Sant’Uffizio, sede della Congregazione per la Dottrina della Fede e della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il primo incontro della Commissione di studio, formata da esperti della medesima Commissione e della Fraternità Sacerdotale S. Pio X, allo scopo di esaminare le difficoltà dottrinali che ancora sussistono tra la Fraternità e la Sede Apostolica.