Tradotto dal francese da Aletheia n° 153 – 20 marzo 2010

Se permette, Monsignore, l’anno 2009 è stato «l’anno Gherardini». Lei infatti ha fatto pubblicare uno dopo l’altro: Il Concilio Vaticano II. Un discorso da fare, nel marzo 2009, Quale accordo tra Cristo e Beliar?, nell’aprile 2009, sui «problemi, gli equivoci e i compromessi» del dialogo interreligioso; Ecumene tradita, nel settembre 2009, sul «dialogo ecumenico tra equivoci e passi falsi». Si tratta di una semplice coincidenza o della volontà di attirare l’attenzione sulla necessità di una buona «ermeneutica» del Vaticano II?

La "communicatio in sacris" consiste, come il nome lo indica, nel comunicare con infedeli o eretici nelle cose sacre cioè nel culto, come partecipare alle loro cerimonie.

DICI, n° 212, 20 marzo 2010

Lo scandalo dei preti pedofili che scuote la Chiesa da diversi anni, è per i media un’occasione per chiamare in causa lo stesso Papa e chiedergli l’abrogazione del celibato ecclesiastico. Le Monde del 14-15 marzo offre un concentrato di questi attacchi, che comprende, a fianco di insinuazioni destinate a screditare la persona di Benedetto XVI, una rivendicazione implicita a favore del matrimonio dei preti.

Intervista a monsignor Charles J. Scicluna

di Gianni Cardinale

Pubblichiamo l'intervista a monsignor Charles J. Scicluna, "promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della fede, apparsa questo sabato sul quotidiano dei Vescovi italiani, "Avvenire".

Di fronte al rifiuto di convertirsi all'islam, una coppia di coniugi cristiani del Pakistan ha sofferto violenze indicibili: lui è stato bruciato vivo, lei stuprata dalla polizia.
L'agenzia AsiaNews riferisce questo episodio terribile avvenuto a Rawalpindi, poco lontano dalla capitale pakistana Islamabad, dove la coppia di cristiani, che lavorava alle dipendenze di un ricco uomo d'affari musulmano, è stata sottoposta alle sevizie davanti ai tre figli, di età compresa tra i 7 e i 12 anni.
L'episodio è avvenuto venerdì scorso, 19 marzo, nella tenuta di Sheikh Mohammad Sultan, dove Arshed e Martha Masih lavoravano come autista e domestica e vivevano con i figli.

Mons. FellayI due primi colloqui dottrinali tra la Fraternità e le autorità romane hanno avuto luogo, nei mesi di ottobre e gennaio scorsi. Il superiore generale della Fraternità ha acconsentito a fornire delle delucidazioni su questi scambi. Le pagine che fanno seguito all’intervista presentano coloro che partecipano a questi colloqui. Sono state scritte da Côme Prévigny e dalla redazione di FIDELITER .

FIDELITER: Monsignore. Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Qual è la differenza tra questi colloqui dottrinali ed i precedenti scambi avvenuti quando era vivo Mons. Lefebvre, per esempio a proposito dei Dubia?

DICI, 16 marzo 2010

Benedetto XVI nel tempio luterianoDomenica 14 marzo 2010, alla 17,30, Benedetto XVI si è recato al tempio luterano di Roma. Questa visita, su invito del Pastore Jens-Martin Kruse, si colloca sulla scia di quella che Giovanni Paolo II fece l’11 dicembre 1983, in occasione dei 500 anni della nascita di Lutero; e stavolta si è voluto anche celebrare il 10° anniversario della «Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione», firmata dai rappresentanti della Chiesa Cattolica e da quelli della Federazione Luterana mondiale, il 31 ottobre 1999, ad Augsburg.

mons. Fellay

Ricordiamo che la Crociata del Rosario
finisce il 25 marzo 2010

Potete scaricare il foglio (in formato PDF) per mandarci il numero delle Corone che avete recitato a queste intenzioni.

Riportiamo una intervista a Mons. Fellay pubblicata recentemente sulla rivista del distretto degli Stati Uniti della Fraternità San Pio X, The Angelus.

The Angelus : Monsignore, lei ha indetto una crociata del Rosario dal 1° maggio 2009 al 25 marzo 2010. Qual è la ragione di uno sforzo così notevole?

Mons. Fellay: E’ evidente che noi non viviamo tempi normali e inoltre che ci troviamo ancora nel periodo coperto dal messaggio di Fatima.

Un interessante articolo di Andrea Galli, pubblicato venerdì 16 gennaio u.s. sul quotidiano vicino alla Conferenza Episcopale Italiana “Avvenire”, mostra ancora una volta l’identità della Massoneria e la sua irriducibile opposizione alla fede cristiana e al Vangelo.
Maurice Caillet, racconta il giornalista, nacque nel 1933 in Bretagna e fu educato in una famiglia anticlericale che istillò nel bambino disprezzo «verso ogni cosa che sapesse anche vagamente di cattolico».

Benedetto XVI ha auspicato, il 10 febbraio scorso, che il dialogo tra cattolici e luterani avanzi sulla base del Concilio Vaticano II (1962-1965) e passi dalla sfera «pratica» a un «ecumenismo spirituale». All’ultimo giorno del simposio con le confessioni protestanti organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il Papa ha auspicato  «una piena e unità visibile tra i cristiani».