Per iniziativa di Camilla Seibezzi, e delegata del sindaco Giorgio Orsoni per le politiche contro le discriminazioni, il Comune di Venezia ha dotato asili nido e scuole materne di quarantasei storie “gay” per bambini, regolarmente acquistate e distribuite in migliaia di volumi ai 10 asili nido e delle 36 scuole dell’infanzia veneziane per una spesa di 10.000 euro…alla faccia della crisi!

Il dottor Xavier DorFRANCIA: REGALA DUE SCARPETTE DA NEONATO A UNA DONNA INCINTA
E VIENE CONDANNATO PER “ABORTOFOBIA”

Xavier  Dor,  84  anni,  dovrà  pagare  una  multa  di  10.000  euro,  rischiava  anche  un  mese  di galera.
Proprio nelle ore in cui il Santo  Padre  Francesco riceveva in Vaticano il  Presidente  François Hollande, dalla Francia giungeva la notizia della condanna penale di Xavier Dor, noto combattente pro life transalpino che si era reso “colpevole” di regalare a una donna incinta un paio di scarpette per dissuaderla dall’aborto.

fetodi Giuliano Guzzo

Uno dei più longevi miti dell’abortismo è quello secondo cui un accesso agevolato alla contraccezione riduce le gravidanze indesiderate e, dunque, gli aborti. «Dobbiamo puntare molto sulla contraccezione come momento di prevenzione», affermava non a caso la politica abortista Maria Magnani Noya (cit. in La questione femminile, Marsilio 1976, p. 62). La contraccezione come prevenzione all’aborto, dunque. Ma le cose stanno proprio così?

Manifestazione di Parigi di Costanza Miriano

Ecco il testo del mio breve intervento ieri a piazza Farnese, alla manifestazione in sostegno a quella francese per la famiglia, contro la legge sul matrimonio omosessuale e la libertà di adozione per le coppie di persone dello stesso sesso. Avevo preparato molte altre cose da dire, ma ho stranamente rispettato il tempo di tre minuti che mi era stato assegnato. Volevo per una volta travestirmi da retore, fare un'invettiva, magari cominciando con "Quo usque tandem Gallia abutere patientia nostra?", ma mi sono resa conto che sarei stata ridicola.

Segnale altdi don Luigi Moncalero

Vi sono dei casi nella vita in cui si prova la sgradevole sensazione che deve aver provato il tizio della  ben nota barzelletta: il valent’uomo che imbocca l’autostrada da Qui a in senso contrario e mentre ascolta la voce concitata dell’annunciatore di Onda Verde che avverte: “Attenzione! Nel tratto tra Qui a un pazzo ha imboccato con la sua vettura l’autostrada in contromano: prestare la massima attenzione!”, pensa tra sé e sé, scorgendo di lontano i fari delle macchine che stanno per sopraggiungere e travolgerlo: “Un pazzo? Ma qui sono tutti pazzi!”.

abortoPubblichiamo questo articolo che mostra come, senza ipocrisia ,si può portare la logica abortista fino alle sue utlime conseguenze.

Nei paesi dove e’ permesso l’aborto, perche’ non consentire anche l’infanticidio? I neonati, come i feti, non hanno infatti “lo status morale di una reale persona umana”. E’ la posizione choc espressa da due bioeticisti italiani, Alberto Giubilini e Francesca Minerva, autori di un articolo dall’incredibile titolo “Aborto dopo la nascita, perche’ il bambino dovrebbe vivere?” pubblicato sul Journal of Medical Ethics, rivista “gemella” di una delle piu’ prestigiose riviste scientifiche del mondo, il British Medical Journal.

doperazionei Don Giuseppe Rottoli

Mercoledì 3 settembre 2008, sul quotidiano L’Osservatore Romano apparve un articolo di Lucetta Scaraffia, professoressa, Membro del Comitato nazionale di bioetica dal titolo: “A quarant’anni dal rapporto di Harvard - I segni della morte”. Leggiamo all’inizio di questo articolo: «Quarant’anni fa verso la fine dell’estate del 1968, il cosiddetto rapporto di Harvard cambiava la definizione di morte basandosi non più sull’arresto cardiocircolatorio, ma sull’encefalogramma piatto: da allora l’organo indicatore della morte non è più soltanto il cuore, ma il cervello.