Lo hanno detronizzato.

Dal liberalismo all’apostasia. La tragedia conciliare.

brani scelti

 

 

seguito

 

Parte Quarta - Una rivoluzione in tiara e piviale.

Capitolo XXXII - Un liberalismo suicida: le riforme postconciliari

 

La politica filocomunista della Santa Sede

L’ «Ostpolitik», o politica della mano tesa con l’Est, non risale purtroppo al Concilio. Già sotto Pio XI e Pio XII erano stati stabiliti dei contatti, ne fossero o meno a conoscenza questi Papi, contatti che portarono a catastrofi, fortunatamente limitate (266). Ma in occasione del Concilio e dopo, si assiste ad autentici patti: vi ho detto come i Russi acquistarono il silenzio del Concilio sul comunismo (267). Dopo il Vaticano II, gli accordi di Helsinki furono appoggiati dal Vaticano: il primo e l’ultimo discorso vi furono pronunciati da Monsignor Casaroli, che per la circostanza fu consacrato  Arcivescovo. La Santa Sede manifestò presto ostilità verso tutti i governi anticomunisti. In Cile, la Santa Sede sostenne la rivoluzione comunista di Allende (268) dal 1970 al 1972. Il Vaticano ha agito anche tramite le sue nunziature e con la nomina di Cardinali come Tarancon (Spagna), Ribeiro (Portogallo), Aramburu (Argentina), Silva Henriquez (Cile), d’accordo con la politica filocomunista della Santa Sede. Ma il peso di tali Cardinali, Arcivescovi di grandi città, è considerevole in questi paesi cattolici! La loro influenza è determinante sulle conferenze episcopali che, nominando altri  Vescovi rivoluzionari, riescono ad essere in maggioranza favorevoli alla politica della Santa Sede, e avversi ai governanti. Cosa può fare dunque un governo cattolico contro la maggioranza dell’episcopato che lavora contro di lui? È una situazione terribile! Noi assistiamo ad un incredibile rovesciamento di forze. La Chiesa diventa la principale forza rivoluzionaria nei paesi cattolici.

 

Il nuovo concordato con l’Italia

La politica liberale della Santa Sede, in virtù dei princìpi del Vaticano II, ha mirato alla soppressione degli Stati ancora cattolici. Cosa che è stata realizzata col nuovo concordato tra la Santa Sede e l’Italia. Maturato in dodici anni di discussioni, e non è una cosa da poco, questo testo è stato adottato dal Senato italiano, come riferirono i giornali del 7 dicembre 1978, dopo essere stato approvato dalla commissione designata dallo Stato italiano, come anche dalla commissione del Vaticano. Piuttosto che analizzare questo atto, vi leggerò la dichiarazione del Presidente Andreotti resa quel giorno per presentare il documento:

«[…] Ecco una disposizione di principio. Il nuovo testo dell’articolo primo stabilisce solennemente che lo Stato e la Chiesa cattolica siano ciascuno nel loro ordine proprio indipendenti e sovrani».

Questo è già assolutamente falso: «sovrani» sì, è vero, è quel che insegna Leone XIII in Immortale Dei (269); ma «indipendenti» no! «Bisogna, dice Leone XIII, che tra le due potenze ci sia un sistema di rapporti ben ordinati, non senza analogia con quel che nell’uomo costituisce l’unione dell’anima e del corpo». Leone XIII dice «unione», non dice «indipendenza»! Vi rimando all’incontro nel quale ho trattato delle relazioni fra la Chiesa e lo Stato (270). Ma ecco il seguito del testo del discorso del Presidente italiano:

«In linea di massima, è l’abbandono, reciprocamente concordato, del concetto di Stato confessionale, secondo i princìpi della Costituzione (271) e in armonia con le conclusioni del Concilio Vaticano II» (272).

Dunque non ci può più essere uno Stato cattolico, uno Stato confessionale, cioè che professa una religione, che professa la vera religione! È deciso per principio, in applicazione del Vaticano II. E poi, in conseguenza di questo principio, viene sconvolta la legislazione del matrimonio, e anche l’insegnamento religioso (273). Tutto ciò è infarcito di mezzi per far scomparire l’insegnamento religioso. Quanto ai beni ecclesiastici, sono intervenuti già in anticipo degli accordi tra lo Stato e le religioni metodista, calvinista ed ebraica. Tutte saranno sullo stesso piano …

 

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266) Cfr. Fratel Michel de la Trinité, Toute la vérité sur Fatima, T. II Le secret et l’Eglise, pp. 353-378; T. III Le troisième secret, pp. 237-244, G. De Nantes editore.

267) Capitolo XXIX.

268) Cfr. Léon de Poncins, Christianisme et franc-maçonnerie, 2a edizione, DPF, 1975, pp. 208 ss.

269) Cfr. Capitolo XIII (PIN 136: «le due potestà»).

270) Capitoli XIII e XIV.

271) La nuova Costituzione italiana che ha abolito il suo primo articolo che riconosceva la religione cattolica come religione di Stato.

272) Qui il Presidente allude alla dichiarazione sulla libertà religiosa.

273) Col nuovo Concordato è lo Stato che propone i docenti per l’insegnamento religioso all’approvazione della Chiesa. Rovesciamento di ruoli! Inoltre, se ci sono insegnanti della scuola primaria che si rifiutano di insegnare la religione, data la libertà di coscienza, non li si può obbligare.

 

 

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