Lo hanno detronizzato.

Dal liberalismo all’apostasia. La tragedia conciliare.

brani scelti

 

 

 

seguito

Parte Quarta - Una rivoluzione in tiara e piviale.

Capitolo XXVIII - La libertà religiosa del Vaticano II

 

Morte del Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo

Ma se la Chiesa non riconosce più un dovere particolare verso la vera religione del vero Dio, il bene comune della società civile non è più ordinato alla città celeste dei beati, e la Città di Dio in terra, cioè la Chiesa, si trova privata della sua influenza benefica ed unica su tutta la vita pubblica! Che lo si voglia o no, la vita sociale si organizza al di fuori della verità, al di fuori della legge divina. La società diviene atea. È la morte del Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo.

È appunto questo ciò che ha fatto il Vaticano II, quando Monsignor De Smedt, relatore dello schema sulla libertà religiosa, ha affermato a tre riprese: «Lo Stato non è un’autorità competente per esprimere un giudizio di verità o di falsità in materia religiosa» (246). Quale dichiarazione più mostruosa di questa, che Nostro Signore non ha più il diritto di regnare, di regnare solo, d’impregnare tutte le leggi civili della legge del Vangelo! Quante volte Pio XII aveva condannato un simile positivismo giuridico (247), che pretendeva si dovesse separare l’ordine giuridico dall’ordine morale, perché non si era in grado di esprimere in termini giuridici la distinzione fra la vera e le false religioni! Rileggete il Fuero de los españoles!

Peggio ancora, empietà insuperabile, il Concilio ha voluto che lo Stato, liberato dai suoi doveri verso Dio, avesse da quel momento in poi il compito di garantire che tutte le religioni «non siano proibite di manifestare liberamente la virtù singolare della propria dottrina nell’ordinare la società e nel vivificare ogni umana attività» (DH 4). Il Vaticano II invita dunque Nostro Signore a venire ad organizzare e vivificare la società, di concerto con Lutero, Maometto e Budda! È questo che Giovanni Paolo II ha voluto realizzare ad Assisi! Progetto empio e blasfemo!

Un tempo, l’unione tra la Chiesa e lo Stato cattolico ebbe come frutto la Città cattolica, realizzazione perfetta del Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo. Oggi, la Chiesa del Vaticano II, sposata allo Stato che essa vuole ateo, genera da quest’unione adultera la società pluralista, la Babele delle religioni, la Città indifferentista, oggetto di tutti i desideri della Massoneria!

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246) Relatio de reemendatione schematis emendati, 28 maggio 1965, documento 4 SC.

247) Pio XII, Lettera del 19 ottobre 1945 per la XIX Settimana Sociale dei cattolici italiani, AAS 37, 274; Allocuzione Con vivo compiacimento, del 13 novembre 1945 al Tribunale della Rota, PIN 1064, 1072.