Le Chardonnet, aprile 2010

A cinque anni dall’elezione di Benedetto XVI e a sei mesi dall’inizio dei colloqui dottrinali fra Roma e la Fraternità San Pio X, la questione romana rimane più che mai di attualità. Prima di esaminare la questione di ciò che la Romanità è o non è, abbiamo quindi chiesto a Don Régis de Cacqueray, Superiore del Distretto di Francia, di fare il punto per mezzo di alcune domande che possono porsi i lettori di Le Chardonnet.

Comunicato del Superiore di Distretto della Francia don Régis de Cacqueray

«Varie sono le sètte che, sebbene differenti di nome, di rito, di forma, d’origine, essendo per uguaglianza di proposito e per affinità de’ sommi principi strettamente collegate fra loro, convengono in sostanza con la setta dei Frammassoni [… questa …] traforandosi per via di audacia e d’inganni in tutti gli ordini civili, incominciò ad essere potente in modo da parer quasi padrona degli Stati. Da sì celere e tremenda propagazione ne sono seguiti a danno della Chiesa, della potestà civile, della pubblica salute, quei rovinosi effetti, che i Nostri Antecessori gran tempo innanzi avevano preveduti.» Leone XIII in Humanum Genus del 20 aprile 1884.

Rivista americana The Remnant

DICI 15 maggio 2010-05-16

Brian Mershon: Monsignore, qual è la sua reazione di fronte a questo risultato di 19 milioni di Rosari, mentre la Fraternità ne aveva chiesti 12 milioni?

Mons. Fellay: Innanzi tutto, sono molto, molto felice nel vedere tanto entusiasmo e tale risposta al nostro appello. Sono certo che questo risultato non è dovuto solo ai nostri fedeli. Sono convinto che molti, molti altri si sono uniti a questa crociata, ma ne ignoriamo il numero. Questa è la prima cosa. Seconda, questo entusiasmo sta a significare che i fedeli hanno preso coscienza dell’importanza di questa intenzione. E me ne rallegro, perché essa è molto, molto importante.

S. Pio VRiflessione del Superiore del distretto di Francia sull'odio del mondo verso la Chiesa e il Papa, di questo mondo che odia Dio.

Fonte: www.laportelatine.org

Perché il mondo odia Benedetto XVI

«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me» Giovanni XV, 18. Questo avvertimento che Nostro Signore rivolse ai suoi discepoli fu indubbiamente uno dei più gravi.

Fatima risultato RosariLa casa generalizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X a Menzingen ha oramai ricevuto i risultati definitivi  della Crociata del rosario lanciata dal Mons. Bernard Fellay. Sono più di 19 milioni i rosari recitati nel mondo  intero tra il 1° maggio 2009 e terminata il 25 marzo 2010, per ottenere la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, secondo la domanda della Madonna a Fatima.

Perché si ritorna a parlare di preti pedofili, con accuse che si riferiscono alla Germania, a persone vicine al Papa e ormai anche al Papa stesso? La sociologia ha qualche cosa da dire o deve lasciare libero il campo ai soli giornalisti? Credo che la sociologia abbia molto da dire, e che non debba tacere per il timore di scontentare qualcuno. La discussione attuale sui preti pedofili – considerata dal punto di vista del sociologo – rappresenta un esempio tipico di “panico morale”.

Francesco Agnoli su Il Foglio del 25 marzo 2010

Ogni due o tre mesi mi scrive un amico, missionario in Africa, don Giuseppe Ceriani. Per parlarmi della chiesa di là, delle sue tribolazioni, delle sue attività, delle sue lotte. L’ultima sua lettera è datata Quaresima-Pasqua 2010. Leggendola non sembra che laggiù siano filtrate le notizie che occupano la stampa europea in questi giorni, con soverchia e sospetta abbondanza. Forse in Africa non si sa nulla della battaglia che il vecchio continente ha ingaggiato da tempo con la sua storia e le sue radici. Una battaglia che è sempre più grottesca, perché vede gli araldi del nichilismo, soprattutto quello sinistro, combattere una santa crociata contro i preti pedofili. Non, si badi bene, per sbarazzarsi di loro, come è giusto, ma per sbarazzarsi, tout court, del cristianesimo, e magari, relativisticamente, anche dell’idea di bene e male.

Il vero volto di Mons. Lefebvre

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Monsignor Marcel Lefebvre è nato il 29 novembre 1905 a Tourcoing (Nord della Francia) ed è morto a Martigny (Vallese, Svizzera) il 25 marzo 1991. Arcivescovo cattolico di Dakar e delegato apostolico per l’Africa francese, sarà nominato vescovo di Tulle nel 1962, poi superiore generale della Congregazione dello Spirito Santo. Grande figura fra i rappresentanti dell’opposizione al Concilio Vaticano II, nel 1970 fonda la Fraternità Sacerdotale San Pio X con lo scopo di preservare il sacerdozio cattolico.

CR n.1137 del 10/4/2010

Il 22 marzo è stato presentato a Milano il XIII Rapporto del Centro Internazionale Studi Famiglia, da cui emerge che il 53,4 % delle famiglie anagrafiche non ha figli; delle famiglie con prole il 21,9 % ha un solo figlio, il 19,5 % ne ha due, il 4,4 % ne ha tre, mentre solamente lo 0,7 % va oltre il terzo figlio.

di Roberto de Mattei su Il Giornale del 3 aprile 2010 ) Esiste una particolare specie di vespa (Ampulex compressa) che usa un cocktail di veleni per manipolare il comportamento della sua preda, uno scarafaggio. La vespa femmina paralizza lo scarafaggio senza ucciderlo, poi lo trasporta nel suo nido e deposita le sue uova nel ventre della preda, in modo che i neonati possano nutrirsi del corpo vivente dello scarafaggio. Mediante due punture consecutive, separate da un intervallo temporale molto preciso e in due parti diverse del sistema nervoso dello scarafaggio, la vespa riesce letteralmente a «guidare» nel suo nido già predisposto la preda trasformata in uno «zombie».