ProcessionePubblichiamo una traduzione dell’intervista rilasciata da Mons. Fellay durante il pellegrinaggio della Pentecoste, domenica 27 maggio a Villepreux, insieme ad alcuni passaggi della sua predica, in cui afferma che un riconoscimento giuridico della Fraternità potrà essere possibile unicamente alla condizione che possiamo conservare la Tradizione, che ha costituito la nostra forza, e che non ci chiedano compromessi sulla fede.

 

Il video in francese

Intervista

“ Ci sono dei rumori che circolano ma la cosa ufficiale è che i cardinali ed i vescovi della Congregazione della Fede hanno esaminato il testo proposti da me. E’ tutto, non so altro. Hanno detto che lo avevano consegnato al Santo Padre, che il Santo Padre avrebbe preso una decisione. Nel medesimo documento si dice anche che ne avrebbero riparlato con me, che ci sono delle precisazioni, delle domande da fare. E’ tutto quello che so, come voi, dalla stampa. Non so niente di più, né riguardo ai tempi né riguardo alla sostanza. Si può dire che è tutto ancora aperto. Evidentemente mi pare proprio che da qualche mese ci sia una linea, di cui si parla, che il Papa voglia darci una normalizzazione, un riconoscimento canonico ma accompagnato da quali condizioni? Mi pare che da qualche mese tutti gli interrogativi riguardino questo problema. Infine, se stimiamo che le condizioni siano sufficienti perché possiamo vivere, continuare a vivere, ebbene diremo di sì; se non ci permettono di vivere, o se esigessero che perdiamo la nostra identità o tutto ciò che ha costituito la nostra forza e tutto ciò per cui possiamo apportare qualcosa alla Chiesa, oggi, vale a dire la Tradizione, allora non ne vale la pena. Tutto si riduce a questo interrogativo, che è ancora aperto. Aspettiamo la risposta da Roma. Non so quando. Alcuni dicono presto. Padre Lombardi sembra dire che sarà differita senza sapere però fino a quando. Dunque resto in attesa.”

Predica

“Evidentemente, in un tale contesto, quando si dice che Roma vorrebbe darci un riconoscimento canonico, si è pieni di diffidenza vedendo come le autorità hanno trattato la Tradizione e tutto ciò che ha un vago sentore di tradizionale o tendenza tradizionale. Quando si vede come sono stati trattati, si è pieni di diffidenza e perfino di paura. Paura per il futuro; chiedendosi come tutto ciò potrà realizzarsi?

Ma abbiamo il diritto di fermarci qui? Non sono forse questi dei sentimenti certamente reali, veri...ma troppo umani?

Al tempo di Santa Giovanna d'Arco, se si fosse guardato solo alle difficoltà, alle impossibilità di successo, si sarebbe mai giunti fino ad Orléans? Ad un certo momento, e non solo ad un certo momento ma tutti i giorni, la Chiesa ci dà una soluzione dicendoci : “Adiutorimu nostrum in nomine Domini ”, il nostro aiuto non risiede negli uomini, non risiede negli sforzi umani, ma è nel nome del Signore. E soprattutto quando si considera la Chiesa, si è obbligati a questo, ed è per questo che preghiamo, è per questo che facciamo la crociata del Rosario. Noi invochiamo l'aiuto del Cielo. Certamente dobbiamo operare con ogni prudenza, analizzando i pericoli, considerando se sia possibile o no. Ma finora carissimi fratelli, benché sembri profilarsi una certa direzione che potrebbe significare che forse potremmo essere riconosciuti, che potremmo continuare... ma finora io stesso non ho tutti gli elementi, gli ultimi elementi che mi permettano di dire sì o no. E quindi fino ad oggi, siamo a questo punto. Non serve a niente agitarsi, dire questo o quello, siamo a questo punto, e basta. Se abbiamo gli elementi sufficienti per stimare che è possibile, allora ne trarremo le conclusioni, se arriviamo alla conclusione che invece non è possibile, è troppo pericoloso, è impossibile, quello che ci chiedono non va, diremo no, tutto qui. Non spetta a noi cercare d'imporre a Dio la nostra decisione, la nostra volontà. Al contrario noi tentiamo di cercare attraverso gli elementi, le cose che accadono quale sia tale volontà, cosa voglia Dio. E' talmente sorprendente quello che ci succede. Non siamo stati noi a cercarlo, e oggi sono giunto almeno a questa certezza, che colui che vuole riconoscere la Fraternità è proprio il Papa. Constato che a Roma non sono tutti dello stesso parere, a Roma e altrove. Ma il Papa, sì. Allora, avrà la forza di andare fino in fondo? Cederà davanti a delle pressioni, delle opposizioni? Non lo so, non anticipiamo la Provvidenza, ma preghiamo, continuiamo a pregare, chiediamo questa luce per tutti, affinché restiamo bene uniti. Poiché è vero che una tale decisione é anche una delle ragioni di questa paura perché implica un tale cambiamento di prospettiva cui non eravamo affatto pronti e vediamo talmente tanti mali nella Chiesa che da qualche parte ci si chiede se sia possibile avere tutti gli elementi in mano. Rispondo sì, mi sembra che sia possibile, ma ancora una volta, a condizione che ci lascino liberi di agire. Sembra proprio che se ci vogliono sia per reintrodurre la Tradizione nella Chiesa, se così si può dire. Non tanto per noi ma per tutta la Chiesa, per fare approfittare tutta la Chiesa di quella cosa meravigliosa che è semplicemente la vita cristiana.