Cari Lettori,
sono ancora impressi nel cuore i ricordi di quel 4 maggio scorso quando Mons Fellay è stato tra di noi per benedire il novo Priorato. Tutto è stato molto bello e non avendolo fatto quel giorno, ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno concorso in un modo o in un altro alla felice realizzazione della giornata.

 
Vorrei metter sotto i vostri occhi le parole di due grandi uomini di Chiesa, due “giganti” del XX secolo: il Card. Mindszenty e Mons, Lefebvre. L’oggetto è per entrambi la famiglia, che mai come in questi ultimi tempi è stata oggetto di attacchi diabolici.
«La famiglia è il miglior centro educativo per la società nazionale. Il fanciullo impara qui l’ubbidienza e il rispetto dovuto alle autorità. Egli deve avere riguardi per i fratelli fino alle rinunce in loro favore. Le famiglie ricche di figli sono la migliore preparazione alla socialità e ad un’utile filantropia. I genitori imparano a reggere le redini del governo con moderazione ed energia. La famiglia è proprio un piccolo stato. [...]
Se vogliamo risanare l’umanità dobbiamo prima guarire la famiglia. Nella giostra di tutti i problemi umani, la famiglia è l’unico vero problema; ogni altra questione e difficoltà scompare davanti alle esigenze della famiglia
Il risanamento deve essere duplice: religioso ed economico. Nella famiglia deve rinascere una profonda fede. La Chiesa deve destarsi nelle anime. Come invece la famiglia si è laicizzata! Quadri sacri e frequenza alla chiesa sono caduti in dimenticanza. Eppure queste sono proprio le sacre fonti segrete di forza nuova. Solo un’anima religiosa può domare i demoni dell’inferno, dimentica di sé, pronta al soccorso, piena d’amore e di lealtà. Tavola e culla sono le proprietà più preziose della famiglia. Ma sulla culla e sulla tavola deve regnare la Croce del Signore e l’immagine di Sua Madre. Solo sotto il Suo manto di protezione può la famiglia essere sana. Ma le sacre immagini non devono essere solo ornamento alle pareti, che sbiadite sotto la polvere nessuno più guarda; al contrario esse devono essere i testimoni vivi della preghiera e della fede di ogni giorno. [...] La fede non è solamente un abito festivo, ma il palpito della vita quotidiana, il respiro dell’anima» (Giuseppe Card. Mindszenty, La madre, Ed. Paoline, 1963, p. 82).
La centralità della famiglia fu ribadita dal nostro Fondatore con le parole che seguono. Ogni padre e madre dovrebbe scolpirle nel proprio cuore e poi agire di conseguenza: infatti, a che servirebbero tanti sforzi per conservare la fede nell’ambito del focolare domestico se poi tutto il lavoro viene vanificato da una scuola corruttrice?
«E se è necessario, ebbene! Insegnerete voi stessi ai vostri figli. Se le scuole li corrompono, cosa farete? Li affiderete ai corruttori? A quelli che insegnano abominevoli pratiche sessuali nelle scuole? Scuole cattoliche di religiosi e di suore dove si insegna il peccato, né più né meno. Nella pratica si insegnano queste cose ai ragazzi, si corrompono dalla loro più tenera età. E voi lo sopportate? È impossibile. Meglio che i vostri figli siano poveri; meglio che i vostri figli siano allontanati da tutta la scienza apparente che il mondo possiede, ma che siano dei bravi ragazzi, ragazzi cristiani e cattolici, ragazzi che amano la loro santa Religione, che amano pregare e lavorare, che amano la natura fatta dal Buon Dio» (Omelia del Giubileo sacerdotale, 1979).
Non mi dilungo. Lascio alla riflessione di tutti voi questi due testi.

Non posso treminare senza ricordarvi gli appuntamenti futuri:
• il pellegrinaggio Bevagna Assisi (6 e 7 settembre), per il quale non aspettate troppo ad iscrivervi presso il Priorato di Rimini;
• la Festa di San Pio X qui a Lanzago, domenica 14 settembre: punto centrale sarà la Santa Messa delle 10.30, seguita dal pranzo, giochi, vendita di beneficenza, ecc.
• il Convegno di Studi Cattolici a Rimini, il 17, 18 e 19 ottobre;
• il Pellegrinaggio internazionale della Fraternità San Pio X a Lourdes, il 24, 25 e 26 ottobre. Informazioni presso il priorato di Albano (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Vi benedico, in Gesù e Maria.
don Luigi Moncalero

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