DICI, n° 212, 20 marzo 2010

Lo scandalo dei preti pedofili che scuote la Chiesa da diversi anni, è per i media un’occasione per chiamare in causa lo stesso Papa e chiedergli l’abrogazione del celibato ecclesiastico. Le Monde del 14-15 marzo offre un concentrato di questi attacchi, che comprende, a fianco di insinuazioni destinate a screditare la persona di Benedetto XVI, una rivendicazione implicita a favore del matrimonio dei preti.

Intervista a monsignor Charles J. Scicluna

di Gianni Cardinale

Pubblichiamo l'intervista a monsignor Charles J. Scicluna, "promotore di giustizia" della Congregazione per la Dottrina della fede, apparsa questo sabato sul quotidiano dei Vescovi italiani, "Avvenire".

Di fronte al rifiuto di convertirsi all'islam, una coppia di coniugi cristiani del Pakistan ha sofferto violenze indicibili: lui è stato bruciato vivo, lei stuprata dalla polizia.
L'agenzia AsiaNews riferisce questo episodio terribile avvenuto a Rawalpindi, poco lontano dalla capitale pakistana Islamabad, dove la coppia di cristiani, che lavorava alle dipendenze di un ricco uomo d'affari musulmano, è stata sottoposta alle sevizie davanti ai tre figli, di età compresa tra i 7 e i 12 anni.
L'episodio è avvenuto venerdì scorso, 19 marzo, nella tenuta di Sheikh Mohammad Sultan, dove Arshed e Martha Masih lavoravano come autista e domestica e vivevano con i figli.

Mons. FellayI due primi colloqui dottrinali tra la Fraternità e le autorità romane hanno avuto luogo, nei mesi di ottobre e gennaio scorsi. Il superiore generale della Fraternità ha acconsentito a fornire delle delucidazioni su questi scambi. Le pagine che fanno seguito all’intervista presentano coloro che partecipano a questi colloqui. Sono state scritte da Côme Prévigny e dalla redazione di FIDELITER .

FIDELITER: Monsignore. Grazie per aver accettato di rispondere alle nostre domande. Qual è la differenza tra questi colloqui dottrinali ed i precedenti scambi avvenuti quando era vivo Mons. Lefebvre, per esempio a proposito dei Dubia?

DICI, 16 marzo 2010

Benedetto XVI nel tempio luterianoDomenica 14 marzo 2010, alla 17,30, Benedetto XVI si è recato al tempio luterano di Roma. Questa visita, su invito del Pastore Jens-Martin Kruse, si colloca sulla scia di quella che Giovanni Paolo II fece l’11 dicembre 1983, in occasione dei 500 anni della nascita di Lutero; e stavolta si è voluto anche celebrare il 10° anniversario della «Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione», firmata dai rappresentanti della Chiesa Cattolica e da quelli della Federazione Luterana mondiale, il 31 ottobre 1999, ad Augsburg.

mons. Fellay

Ricordiamo che la Crociata del Rosario
finisce il 25 marzo 2010

Potete scaricare il foglio (in formato PDF) per mandarci il numero delle Corone che avete recitato a queste intenzioni.

Riportiamo una intervista a Mons. Fellay pubblicata recentemente sulla rivista del distretto degli Stati Uniti della Fraternità San Pio X, The Angelus.

The Angelus : Monsignore, lei ha indetto una crociata del Rosario dal 1° maggio 2009 al 25 marzo 2010. Qual è la ragione di uno sforzo così notevole?

Mons. Fellay: E’ evidente che noi non viviamo tempi normali e inoltre che ci troviamo ancora nel periodo coperto dal messaggio di Fatima.

Un interessante articolo di Andrea Galli, pubblicato venerdì 16 gennaio u.s. sul quotidiano vicino alla Conferenza Episcopale Italiana “Avvenire”, mostra ancora una volta l’identità della Massoneria e la sua irriducibile opposizione alla fede cristiana e al Vangelo.
Maurice Caillet, racconta il giornalista, nacque nel 1933 in Bretagna e fu educato in una famiglia anticlericale che istillò nel bambino disprezzo «verso ogni cosa che sapesse anche vagamente di cattolico».

Benedetto XVI ha auspicato, il 10 febbraio scorso, che il dialogo tra cattolici e luterani avanzi sulla base del Concilio Vaticano II (1962-1965) e passi dalla sfera «pratica» a un «ecumenismo spirituale». All’ultimo giorno del simposio con le confessioni protestanti organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, il Papa ha auspicato  «una piena e unità visibile tra i cristiani».

Nella sua allocuzione alla sinagoga, Benedetto XVI ha insistito su ciò che, secondo lui, unisce il giudaismo e il cattolicesimo, invitando i cattolici, come aveva fatto Giovanni Paolo II, a «vivere una autentica fraternità con il popolo dell’Alleanza» e affermando che «Cristiani ed Ebrei hanno una grande parte di patrimonio spirituale in comune, pregano lo stesso Signore, hanno le stesse radici, ma rimangono spesso sconosciuti l'uno all'altro».

Da dopo il concilio certe affermazioni creano confusione circa l’Antica e la Nuova Alleanza. Nella preghiera del Venerdì Santo della nuova liturgia si prega perché gli ebrei rimangano fedeli all’alleanza. Nel caso di S. Paolo, dice il Papa Benedetto XVI, alcuni preferiscono in realtà "non usare il termine conversione, perché - dicono - egli era già credente, anzi ebreo fervente, e perciò non passò dalla non-fede alla fede, dagli idoli a Dio, né dovette abbandonare la fede ebraica per aderire a Cristo” (1).

Qual è la dottrina cattolica?