In seguito alla riunione dei superiori della Fraternità San Pio X, oltre al comunicato letto in occasione delle ordinazioni sacerdotali a Ecône, Mons. Bernard Fellay aveva indirizzato ai sacerdoti, il giorno precedente, una dichiarazione che DICI pubblica in esclusiva.

 Per la gloria di Dio

Per l’onore di Nostro Signore Gesù Cristo

Per la nostra salvezza

Nel presente stato di grave necessità della Chiesa, il quale le dà il diritto di distribuire i soccorsi spirituali alle anime che ricorrono a lei, la Fraternità Sacerdotale San Pio X non ricerca prima di tutto una riconoscenza canonica alla quale ha diritto, essendo essa cattolica. La soluzione non è semplicemente giuridica. Essa rileva da una posizione dottrinale che è imperativo manifestare.

Quando san Pio X condanna il modernismo, riconduce tutta l’argomentazione dell’enciclica Pascendi a un principio iniziale: l’indipendenza. Ora ecco che ormai il mondo impiega tutte le sue forze per cambiare l’asse attorno al quale deve ruotare. È evidente per i cattolici, come anche per quelli che non lo sono, che la Croce non è più questo asse. Paolo VI l’ha ben indicato, è l’uomo (Cf.°Discorso di chiusura del concilio Vaticano II, 7 dicembre 1965).

Oggi il mondo ruota intorno a questo nuovo asse, secondo esso, definitivamente stabilito: la dignità dell’uomo, la sua coscienza e la sua libertà. L’uomo moderno esiste per se stesso. L’uomo è il re dell’universo. Ha “detronizzato” il Cristo. Esalta la sua coscienza autonoma e indipendente fino a dissolvere le fondamenta della famiglia e del matrimonio.

La fraternità San Pio X si oppone da sempre a questa impresa di distruzione dell’universo, tanto della società politica che della Chiesa.

Per rimediare a questo disordine universale, Dio ha suscitato un uomo, un cristiano, un sacerdote, un vescovo. E costui cos’ha fatto? Ha fondato una società- una società gerarchica – di cui il principio e il fine sono precisamente l’antidoto a questo disordine: il sacramento dell’Ordine. Lo scopo della Fraternità San Pio X continua a essere non solamente il rimedio attuale alla crisi, ma anche la salvezza di tutti quelli che vi cooperano. Essa vuole assolutamente mantenere la rettitudine dottrinale, teologale e sociale fondata sulla Croce di Gesù Cristo, sulla sua regalità, sul suo sacrificio, sul suo sacerdozio, principio di ogni ordine e ogni grazia. Mons. Marcel Lefebvre ha combattuto durante tutta la sua vita per far trionfare queste verità fondamentali. Noi abbiamo l’obbligo, in questo momento, di raddoppiare gli sforzi, intensificando la stessa lotta fondata sugli stessi principi.

Noi non siamo né dei conciliari, che negano la Croce del Cristo come asse del mondo, né dei faziosi, che rigettano la natura sociale della Chiesa. Noi siamo una società di sacerdoti di Gesù Cristo, della Chiesa cattolica.

È veramente il momento della restaurazione generale della Chiesa? La Divina Provvidenza non abbandona la sua Chiesa, il cui capo è il Papa, vicario di Gesù Cristo. Per questo un segno incontestabile di questa restaurazione sarà nella volontà significata del Sommo Pontefice di donare i mezzi per ristabilire l’ordine del sacerdozio, della fede e della Tradizione,- segno che sarà, in più, il garante della necessaria unità della famiglia della tradizione.

Christus regnat,

Christus imperat,

Deo gratias,

Amen

+ Bernard Fellay
Anzère, le 28 juin 2016,
in vigilia dei santi apostoli Pietro e Paolo

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